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Cyber-risk: cosa è e come difendersi

Cyber-risk: cosa è e come difendersi

Rischio informatico o cyber-risk o rischio cibernetico:assicurare è possibile?

Rischio informatico, cyber-risk o rischio cibernetico. Se ne parla da tempo e tutti abbiamo almeno una volta avuto a che fare con un “intruso” digitale nel computer. Che si tratti di “virus”, “malware” o “trojan” non fa differenza: ne esistono di moltissimi tipi e con molteplici effetti negativi sui dispositivi personali,  ancora più amplificati e devastanti quando ad essere colpita è una rete aziendale.

Cyber-risk: un piccolo glossario

Una volta esistevano solamente i “virus”, ora la famiglia, quella dei malware, si è allargata includendo anche trojan horses, keystroke loggers, spyware, adware, worms, logic bombs, backdoors, rootkit e altri ancora. Il fine? Limitare se non impedire totalmente l’utilizzo del dispositivo informatico, bloccarne l’aggiornamento, carpire dati informatici.

Il ramsonware, fa parte della della famiglia malware, limita anch’esso l’accesso ai dispositivi che potrà essere effettuato solo successivamente al pagamento di un riscatto (ramson). Nel maggio 2017 è scattato l’allarme mondiale per WannaCry,  un potente malware in grado di crittografare rapidamente i documenti dei computer chiedendo un riscatto. Non si parla di fantascienza ma di minacce reali tant’è che l’Università degli Studi di Parma a maggio 2017 diffuse una informativa dettagliata a dipendenti e studenti. 

Per chi stesse pensando “Si tratta di minacce limitate solo ai sistemi Windows, ho un Apple quindi non mi preoccupo”: attenzione! In una recente news della BBC si conferma che un ramsonware e uno spyware “solo per Mac” sono attualmente in circolazione, occorre quindi prendere le dovute precauzioni anche sui computer Apple. Come proteggersi quindi?

Cyber-risk: come difendere la tua azienda dagli attacchi?

La risposta più ovvia è:  dotare il proprio computer di un software in grado di proteggere e rimuovere virus malware e altre minacce informatiche. Una breve ricerca sul web può fornire ottimi suggerimenti sia per dispositivi Windows che per computer Apple. 

Una rete aziendale richiede invece sistemi molto più complessi di un semplice software installato sui computer facenti parte della rete. Citiamo testualmente la introduzione allo studio effettuato dalla Banca d’Italia sul rischio informatico nelle aziende private e pubblicato a febbraio 2017:

…per quanto solo l’1,5 per cento delle imprese non adotti alcuna misura difensiva, il 30,3 per cento – corrispondente al 35,6 per cento degli addetti – dichiara di aver subito danni a causa di un attacco informatico tra Settembre 2015 e Settembre 2016. Correggendo i risultati per tenere conto delle intrusioni non individuate o non dichiarate, l’incidenza degli attacchi sale al 45,2 per cento per le imprese e al 56 per cento per gli addetti; sono più colpite le imprese di maggiori dimensioni, quelle con elevato contenuto tecnologico e quelle esposte sui mercati internazionali. Il livello di rischio nel complesso dell’economia è probabilmente ancora più alto; il settore finanziario, così come la sanità, l’istruzione e i servizi sociali sono esclusi dal campione, ma secondo altre fonti sono particolarmente attraenti per gli attaccanti.

La migliore tutela sarebbe quella di smettere di domandarsi “Ma perché dovrebbero colpire proprio la mia azienda?” ponendosi invece la domanda “Che impatto avrebbe un evento Cyber sulla mia attività?”

Un altro studio interessante è quello svolto dalla Università la Sapienza di Roma dal quale emerge che il danno medio finanziario subito da una PMI in caso di attacco informatico è di € 35.000/anno dovuti a:

  • recovery;

  • perdita di volume di affari;

  • tempi di inattività;

  • danno d’immagine

Cyber-risk: quali sono le tipologie di danno?

I danni derivanti da un attacco informatico, azienda o libero professionista non fa alcuna differenza, ricadono in tre tipologie differenti:

  • danni immateriali diretti, derivanti dall’impossibilità di esercitare la propria attività
  • danni immateriali indiretti, ossia la perdita di immagine e reputazione aziendale
  • eventuali richieste di risarcimento da parte dei clienti colpiti dall’interruzione dei servizi erogati, dalla diffusione di dati personali o pubblicazione di informazioni lesive all’immagine e reputazione su siti pubblici.

Tutte e tre le tipologie di rischio andrebbero gestite a priori tramite una accurata analisi, gestione e mitigazione dei rischi informatici aziendali e relativa strategia di implementazione.

Una indagine su scala mondiale ha messo in evidenza che solo il 9% degli imprenditori intervistati ritiene il rischio informativo un “rischio significativo”. 

Cyber-risk: è possibile stilare una assicurazione a copertura?

Non è purtroppo possibile assicurare la perdita dei dati aziendali in seguito ad un attacco cyber, perché occorrerebbe stimare a priori il valore di ogni record aziendale, valore che oscilla a seconda delle performances aziendali.

Sono invece assicurabili, quindi rimborsabili, i costi di ripristino del sistema informatico e di recupero dei dati. Anche le eventuali richieste di risarcimento da parte dei clienti possono essere ricondotte ad una casistica di Responsabilità Civile e quindi coperte da apposita polizza.

Pochi sono gli operatori assicurativi presenti sul mercato italiano in grado di effettuare una accurata analisi dei rischi cyber, offrendo adeguate coperture e tutele in caso di attacco informatico.

 

Se il rischio informatico ti preoccupa, noi possiamo aiutarti!

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Assicurazione scolastica integrativa: cosa è e a cosa serve

Assicurazione scolastica integrativa: cosa è e a cosa serve

Assicurazione scolastica integrativa: cosa è e a cosa serve

Inizia la scuola, e con essa inizia anche una serie interminabile di impegni ma soprattutto di spese tra le quali vi è anche l’assicurazione scolastica integrativa (obbligatoria). A cosa serve e soprattutto cosa copre?

L’assicurazione scolastica INAIL è obbligatoria per legge

Tutti gli istituti scolastici sono obbligati per legge a sottoscrivere una assicurazione INAIL che copra ogni studente dagli infortuni accaduti durante lo svolgimento delle attività più a rischio, ossia quelle di laboratorio ed educazione fisica. In pratica: tuo figlio inciampa e si rompe un dente durante l’ora di ginnastica? E’ coperto dalla assicurazione della scuola. Tuo figlio inciampa durante la ricreazione e si rompe un dente? Se l’Istituto scolastico ha assolto solamente all’obbligo di legge, le spese mediche dentistiche sostenute in seguito all’infortunio sono interamente a carico del genitore – tue quindi.

L’assicurazione scolastica obbligatoria integrativa: è sufficiente?

E’ ormai prassi diffusa che l’Istituto scolastico sottoscriva una polizza infortuni e responsabilità civile integrativa quella INAIL sopra descritta. Questo tipo di assicurazione, sottoscritta dalla scuola, obbligatoria per i genitori e con costo che difficilmente supera i 10 euro, copre gli infortuni subiti e causati dall’alunno e la responsabilità civile per danni inferti ad altri studenti. E’ tuo diritto chiedere copia del contratto di assicurazione scolastica integrativa alla segreteria della scuola per potere comprendere cosa è e cosa non è coperto da assicurazione.
E’ possibile infatti che tutte le attività svolte al di fuori della mura scolastiche (gite e uscite didattiche) non sia assicurato. Suggeriamo di controllare:

  • copertura (e quale tipo di copertura, se infortuni, danni a persone e/cose)  al di fuori delle mura scolastiche
  • copertura (e quale tipo di copertura, se infortuni, danni a persone e/cose)  in orario extra scolastico: ad esempio mentre sono nel cortile della scuola ma prima dell’inizio della lezione o nel periodo successivo alla fine della lezione
  • copertura per infortuni durante il tragitto casa-scuola-casa
  • copertura per danni alle strutture scolastiche
  • prevede un rimborso spese sostenute? e se si, c’è una franchigia?

Hai in mano il contratto di assicurazione scolastica integrativa, ma è di difficile comprensione?

Sappiamo quanto la sicurezza di tuo figlio o di tua figlia è importante. Per questo motivo mettiamo a tua disposizione la nostra conoscenza del settore per una valutazione obiettiva della polizza scolastica integrativa obbligatoria che hai sottoscritto (o che andrai a sottoscrivere). Obiettiva significa che insieme capiremo se la copertura assicurativa dello studente è ottimale oppure se è possibile integrarla ulteriormente. E’ sufficiente fissare un appuntamento chiamando al n. 0522 436769, presentandosi con una copia della assicurazione scolastica integrativa da richiedere alla segreteria del proprio Istituto Scolastico.

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Metti la protezione solare anche ai tuoi investimenti!

Metti la protezione solare anche ai tuoi investimenti!

Metti la protezione solare ai tuoi investimenti

Il caldo è finalmente arrivato, l’estate è alle porte e ormai tutti non vediamo l’ora di rilassarci un po’, magari in vacanza, magari al mare…sdraiati sulla spiaggia, sotto al sole. Il sole è portatore di bel tempo, vitamine e benessere, ma non bisogna esagerare con l’esposizione e proteggersi, perché altrimenti i danni che può provocare possono essere molto pericolosi.

Parafrasando, anche sui mercati splende il sole, nel senso che alcuni mercati, quelli azionari in primis sono in trend positivo da mesi, con una piccola pausa avuta dal 1 marzo a metà aprile e poi hanno ripreso la loro corsa al rialzo.

Di segno inverso, quindi negativo, è invece il trend di mercato dei titoli di stato, BTP in primis, i quali sono scesi dell’ 8% rispetto ad un anno fa: non male per essere considerati (erroneamente) capitale garantito!!!

Ma perchè ho intitolato questo post “PROTEZIONE SOLARE”?

Perchè come spesso accade quando le cose vanno bene, i risparmiatori abbassano la loro soglia di attenzione, pensando che il peggio sia alle spalle, d’altronde sono mesi che in TV e sui giornali non si parla di Borsa che crollano e tantomeno di spread…quindi tutto bene?…forse?…dovete preoccuparvi?

Forse si, forse no…dipende da come hai investito i tuoi risparmi nell’ultimo anno e se hai investito in un qualche strumento/prodotto che ti possa proteggere in caso di calo dei mercati durante i prossimi mesi.

Bada bene, non sono qua a farti la morale e tantomeno ad augurarti (e augurami) sciagure finanziarie.  Ma siccome siamo in Italia, dove la cultura finanziaria è tra le più basse al mondo e stiamo parlando dei tuoi risparmi, mi preme invitarti alla prudenza in questo momento.

Come proteggere i tuoi investimenti da eventuali scottature estive?

Per passare indenni o perlomeno limitare possibili danni al tuo portfolio finanziario durante l’imminente estate, occorre che i tuoi investimenti abbiano una “PROTEZIONE SOLARE” onde evitare spiacevoli e dolorose scottature dovute a:

  • mancanza di conoscenza dei mercati
  • limitata consapevolezza relativa a dove realmente sono investiti i tuoi soldi
  • effettiva coerenza con il tuo grado di rischio di risparmiatore

Il mio consiglio è di effettuare un controllo del tuo portfolio prima delle vacanze, e poi potrai finalmente rilassarti al mare, o in montagna, ovunque tu sia, indipendentemente da come andranno i mercati…le ultime due estati, con la crisi Greca nel 2015 e la Brexit nel 2016 dovrebbero avervi insegnato qualcosa…

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Anthony Bertolotti

Anthony Bertolotti

Consulente Certificato e iscritto all’Albo Nazionale dei Consulenti Finanziari

Da 18 anni mi occupo di consulenza finanziaria, con esperienza maturata presso diversi Istituti di Credito, poi nel 2014, la scelta di lavorare come libero Professionista per una importante società finanziaria

Anthony Bertolotti è a disposizione della clientela di Michele Ubaldi Assicurazioni per una Consulenza Professionale a titolo gratuito sulla reale situazione dei propri risparmi ed investimenti. Il Consulente è disponibile nelle giornate di martedì e giovedì dalle 11 alle 12 e dalle 15 alle 16 previo appuntamento da fissare telefonando al numero 0522 436769

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Scegliere la moto giusta: i consigli di un esperto

Scegliere la moto giusta: i consigli di un esperto

I consigli per scegliere la moto giusta per te

La motocicletta, una delle grandi passioni degli italiani. E non è un modo di dire. Secondo la testata “Motociclismo.it” a fine 2016 c’è stato un vero e proprio boom delle immatricolazioni: scooter a +50,7%, moto a +126,5%! Che la motocicletta sia tornata di moda? E per chi è un neofita, come scegliere la moto giusta e quali sono le cose indispensabili da sapere prima di salire in sella? Ne parliamo con un esperto del settore, Marco Davoli di  Onorio Moto a Correggio di Reggio Emilia.

Marco, ma è vero che negli ultimi anni la moto è tornata di moda?

Da un paio di anni sono riapparsi i segni + in quasi tutte le categorie moto e scooter, ancora in difficoltà invece  la categoria ciclomotori. I fattori di questa crescita sono molteplici: il primo e più importante è sicuramente il merito delle case costruttrici, che se pur con un pizzico di ritardo hanno saputo interpretare i nuovi stili e gusti del pubblico motociclista e non, proponendo cilindrate più piccole, moto leggere divertenti ed economiche. Inoltre si è continuato ad investire nella ricerca della tecnologia della sicurezza e delle prestazioni per i motociclisti più esigenti.
Dopo la “sbornia” del digitale, la sensazione di libertà che trasmette la moto è un altro fattore che ha alimentato questa crescita.

Nella tua esperienza, quale moto consiglieresti a chi si affaccia al motociclismo per la prima volta?

Le proposte sono tante e molto dipende dalle esigenze e dal tipo di utilizzo, non esiste una categoria o un modello specifico , sicuramente piccola e leggera aiuta ma non è sufficiente. Un consiglio da un esperto in grado di comprendere le reali esigenze e capacità del motociclista è sempre la cosa migliore.

Quale è l’errore da non commettere mai il primo giorno che sali in moto?

Quello di non sentirsi  Valentino Rossi!! Scherzi a parte, la prima cosa è la protezione e la sicurezza, abbigliamento idoneo e conoscenza delle caratteristiche della moto acquistata in primis. Prima di avventurarsi in viaggi lunghi o percorsi autostradali consiglio percorrenze corte proprio per entrare in confidenza con la moto.

Infine: la dotazione indispensabile per chi affronta una trasferta in moto di un paio d’ore ?

Casco, giacca che può essere in pelle o in cordura con protezioni sulla schiena e sulle spalle, guanti e scarpe anche in questo caso con protezioni e …una buona assicurazione!!

Riprendendo quanto affermato da Marco, la sensazione di libertà che trasmette la moto deve essere sempre controbilanciata da una adeguata conoscenza del mezzo e un costante allenamento delle proprie capacità di motociclista – o rider, se preferite – per potere assicurare il massimo divertimento. Pronto per questa nuova esperienza?

 

 

Ora che hai la moto dei tuoi sogni, non vorrai partire con il pensiero "E se poi...", vero? Abbiamo la proposta giusta per farti godere in sicurezza dei tuoi giri sulle due ruote!

Contattaci adesso! Chiama lo 0522 436769 oppure invia una email info@micheleubaldiassicurazioni .it
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Risparmi e Tasse: cosa sono i PIR

Risparmi e Tasse: cosa sono i PIR

PIR o piano Individuale di risparmi: che cosa è?

L’Italia è ancora in crisi purtroppo, e gli italiani sono ancora parecchio disorientati su come proteggere ed investire i propri risparmi, tra un mercato immobiliare che è ancora in forte crisi, con le banche che non danno più le garanzie che davano ieri e con una pressione fiscale che è tra le più alte di Europa. Quindi cosa si può fare? Da inizio anno sono disponibili i PIR, Piani Individuali di Risparmio, varati dal Governo con regole ben precise. Vediamole insieme

Che cosa sono i PIR: Piani Individuali di Risparmio

  • Il PIR è un “contenitore” di investimenti qualificati che consente in caso di guadagno di essere esentati dalle tasse, quindi si risparmia il 26%.
  • La legge prevede che il risparmiatore mantenga il PIR per almeno 5 anni per godere dell’esenzione fiscale sui guadagni,
  • Sottoscrivendo un PIR si accetta di investire almeno il 70% su azioni e obbligazioni di di aziende italiane o che hanno una propria sede in Italia; di questo 70% obbligatoriamente investito sulle aziende italiane, almeno il 30% deve essere investito su aziende NON quotate sull’indice principale di borsa italiana, il FTSE MIB, questo per dare sostegno alle piccole-medie imprese italiane in questo momento di crisi.
  • Il Risparmiatore può investire al massimo 30.000 € all’anno, per un max totale di 150.000 € in cinque anni. Ovviamente possono essere fatti anche piccoli versamenti mensili o frazionati nel corso dell’anno, sino all’eventuale raggiungimento dei 30.000 euro annui.

E’ quindi consigliabile sottoscrivere un PIR?

Certamente è una buona opportunità per investire sul nostro Paese, entrando su un mercato a prezzi molto bassi, comprando sia quote di Aziende italiane sane, perché quotate sul mercato quindi trasparenti e monitorabili, nonché  Aziende italiane che sono sopravvissute a tutti questi anni di crisi, Aziende dove in prospettiva è possibile ottenere plusvalenze sul capitale investito e nel caso, non pagare le tasse. Il ché non guasta mai.

Fossi in voi ci farei un pensierino…

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Anthony Bertolotti

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