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Metti la protezione solare anche ai tuoi investimenti!

Metti la protezione solare anche ai tuoi investimenti!

Metti la protezione solare ai tuoi investimenti

Il caldo è finalmente arrivato, l’estate è alle porte e ormai tutti non vediamo l’ora di rilassarci un po’, magari in vacanza, magari al mare…sdraiati sulla spiaggia, sotto al sole. Il sole è portatore di bel tempo, vitamine e benessere, ma non bisogna esagerare con l’esposizione e proteggersi, perché altrimenti i danni che può provocare possono essere molto pericolosi.

Parafrasando, anche sui mercati splende il sole, nel senso che alcuni mercati, quelli azionari in primis sono in trend positivo da mesi, con una piccola pausa avuta dal 1 marzo a metà aprile e poi hanno ripreso la loro corsa al rialzo.

Di segno inverso, quindi negativo, è invece il trend di mercato dei titoli di stato, BTP in primis, i quali sono scesi dell’ 8% rispetto ad un anno fa: non male per essere considerati (erroneamente) capitale garantito!!!

Ma perchè ho intitolato questo post “PROTEZIONE SOLARE”?

Perchè come spesso accade quando le cose vanno bene, i risparmiatori abbassano la loro soglia di attenzione, pensando che il peggio sia alle spalle, d’altronde sono mesi che in TV e sui giornali non si parla di Borsa che crollano e tantomeno di spread…quindi tutto bene?…forse?…dovete preoccuparvi?

Forse si, forse no…dipende da come hai investito i tuoi risparmi nell’ultimo anno e se hai investito in un qualche strumento/prodotto che ti possa proteggere in caso di calo dei mercati durante i prossimi mesi.

Bada bene, non sono qua a farti la morale e tantomeno ad augurarti (e augurami) sciagure finanziarie.  Ma siccome siamo in Italia, dove la cultura finanziaria è tra le più basse al mondo e stiamo parlando dei tuoi risparmi, mi preme invitarti alla prudenza in questo momento.

Come proteggere i tuoi investimenti da eventuali scottature estive?

Per passare indenni o perlomeno limitare possibili danni al tuo portfolio finanziario durante l’imminente estate, occorre che i tuoi investimenti abbiano una “PROTEZIONE SOLARE” onde evitare spiacevoli e dolorose scottature dovute a:

  • mancanza di conoscenza dei mercati
  • limitata consapevolezza relativa a dove realmente sono investiti i tuoi soldi
  • effettiva coerenza con il tuo grado di rischio di risparmiatore

Il mio consiglio è di effettuare un controllo del tuo portfolio prima delle vacanze, e poi potrai finalmente rilassarti al mare, o in montagna, ovunque tu sia, indipendentemente da come andranno i mercati…le ultime due estati, con la crisi Greca nel 2015 e la Brexit nel 2016 dovrebbero avervi insegnato qualcosa…

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Anthony Bertolotti

Anthony Bertolotti

Consulente Certificato e iscritto all’Albo Nazionale dei Consulenti Finanziari

Da 18 anni mi occupo di consulenza finanziaria, con esperienza maturata presso diversi Istituti di Credito, poi nel 2014, la scelta di lavorare come libero Professionista per una importante società finanziaria

Anthony Bertolotti è a disposizione della clientela di Michele Ubaldi Assicurazioni per una Consulenza Professionale a titolo gratuito sulla reale situazione dei propri risparmi ed investimenti. Il Consulente è disponibile nelle giornate di martedì e giovedì dalle 11 alle 12 e dalle 15 alle 16 previo appuntamento da fissare telefonando al numero 0522 436769

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Risparmi e Tasse: cosa sono i PIR

Risparmi e Tasse: cosa sono i PIR

PIR o piano Individuale di risparmi: che cosa è?

L’Italia è ancora in crisi purtroppo, e gli italiani sono ancora parecchio disorientati su come proteggere ed investire i propri risparmi, tra un mercato immobiliare che è ancora in forte crisi, con le banche che non danno più le garanzie che davano ieri e con una pressione fiscale che è tra le più alte di Europa. Quindi cosa si può fare? Da inizio anno sono disponibili i PIR, Piani Individuali di Risparmio, varati dal Governo con regole ben precise. Vediamole insieme

Che cosa sono i PIR: Piani Individuali di Risparmio

  • Il PIR è un “contenitore” di investimenti qualificati che consente in caso di guadagno di essere esentati dalle tasse, quindi si risparmia il 26%.
  • La legge prevede che il risparmiatore mantenga il PIR per almeno 5 anni per godere dell’esenzione fiscale sui guadagni,
  • Sottoscrivendo un PIR si accetta di investire almeno il 70% su azioni e obbligazioni di di aziende italiane o che hanno una propria sede in Italia; di questo 70% obbligatoriamente investito sulle aziende italiane, almeno il 30% deve essere investito su aziende NON quotate sull’indice principale di borsa italiana, il FTSE MIB, questo per dare sostegno alle piccole-medie imprese italiane in questo momento di crisi.
  • Il Risparmiatore può investire al massimo 30.000 € all’anno, per un max totale di 150.000 € in cinque anni. Ovviamente possono essere fatti anche piccoli versamenti mensili o frazionati nel corso dell’anno, sino all’eventuale raggiungimento dei 30.000 euro annui.

E’ quindi consigliabile sottoscrivere un PIR?

Certamente è una buona opportunità per investire sul nostro Paese, entrando su un mercato a prezzi molto bassi, comprando sia quote di Aziende italiane sane, perché quotate sul mercato quindi trasparenti e monitorabili, nonché  Aziende italiane che sono sopravvissute a tutti questi anni di crisi, Aziende dove in prospettiva è possibile ottenere plusvalenze sul capitale investito e nel caso, non pagare le tasse. Il ché non guasta mai.

Fossi in voi ci farei un pensierino…

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Anthony Bertolotti

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Educazione Siberiana: come investire i risparmi nel 2017

Educazione Siberiana: come investire i risparmi nel 2017

Anthony Bertolotti

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Consulente Certificato e iscritto all’Albo Nazionale dei Consulenti Finanziari

Da 18 anni mi occupo di consulenza finanziaria, con esperienza maturata presso diversi Istituti di Credito, poi nel 2014, la scelta di lavorare come libero Professionista per una importante società finanziaria

Finalmente si è chiuso il 2016. Non so per voi, ma per me è stato decisamente un anno difficile, complicato…in una parola: pesante.

Quindi tempo di bilanci no?

…del resto siamo in Italia e uno degli sport nazionali per antonomasia è fare il bilancio di come si chiude l’anno, soprattutto se parliamo di soldi, dei nostri risparmi…si proprio di quei soldi e risparmi che affannosamente riusciamo a mettere da parte, nonostante la crisi e il pessimismo cosmico che ci gira intorno.

Perchè sostengo questo?

…perchè stando ai dati di Banca d’Italia, gli italiani risparmiano sempre di più, e quindi il valore dei loro depositi bancari è notevolmente aumentato negli ultimi anni, alla faccia della crisi.

Quindi siamo molto bravi a risparmiare?

…sì, siamo delle brave formichine, intese nel senso etimologico della parola “risparmio”, cioè accantonamento e depositiamo, cioè senza spendere, ma poi…una volta che abbiamo versato i nostri risparmi sul conto corrente, che tipi di investitori siamo?

Come investono i risparmi gli Italiani?

In quasi 20 anni che mi occupo di gestione dei risparmi, mi sono sempre sentito dire le stesse cose dai risparmiatori:

“…ah, io voglio fare solo investimenti brevi, massimo 1 anno o 2…perchè non si sa mai che questi soldi mi servano”…e sistematicamente, questi soldi, non sono quasi mai stati utilizzati per le supposte spese impreviste…e quando invece queste si sono manifestate, i risparmi accantonati nel tempo, anno dopo anno, erano di gran lunga superiori all’esigenza di spesa da sostenere; con il risultato che buona parte dei risparmiatori italiani, ha sistematicamente rinnovato di anno in anno i medesimi investimenti in titoli di stato e obbligazioni, escludendo a priori l’investimento sul mercato azionario, vuoi per ignoranza in materia, quanto per infondati timori e supposte certezze di perde i propri risparmi.

se investendo i propri risparmi non si fa tesoro di questi aspetti, talvolta possono esserci delle grandi sorprese

Quindi che investitori siamo noi italiani?

Ecco a voi la risposta, tenendo in considerazione la variabile fondamentale, cioè il Tempo dedicato all’investimento prescelto.

Supponiamo che:

  • il Sig. Rossi investa i propri risparmi il primo di gennaio e faccia i conti alla fine di ogni anno
  • il Sig. Bianchi si dia 2 anni di tempo per fare un bilancio degli investimenti
  • la Sig.ra Verdi invece, che è dotata di maggiore pazienza, attenda 5 anni prima di tirare le somme sul rendimento dei propri risparmi

Quindi vediamo come sono andati negli anni i vari investimenti, declinati per grado di rischio, dove chi investe ad 1 anno, si presuppone che alla scadenza, se non sorgono esigenze di spesa, rinnoverà l’investimento fatto, mentre gli altri investitori, rispettivamente per 2 e 5 anni, rimarranno investiti sui propri investimenti, ricevendo un rendimento cumulato per la durata di investimento prescelta, come coerenza vorrebbe:

RENDIMENTI INVESTIMENTI CON DURATA DI 1 ANNO, 2 ANNI e 5 ANNI, rispettivamente investiti su titoli di Stato Italiani e Borsa Italiana:

  • Basso rischio, BOT = rendimento a 1 anno -0,141%, a 2 anni -0,025%, a 5 anni +2,90%, eccovi il link Banca d’Italia sui rendimenti BOT.
  • Medio rischio, BTP= rendimento a 1 anno – 3,00%, a 2 anni + 0,31%, a 5 anni + 17,21% 
  • Alto rischio, borsa italiana= rendimento a 1 anno -10%, a 2 anni + 7%, a 5 anni + 30%.

Ora, vediamo cosa sarebbe successo se invece di investire sui mercati italiani, i Sigg. Rossi, Bianchi e Verdi, avessero investito nella più sicura e integerrima Germania, per quanto riguarda i titoli di stato e sull’indice Eurostoxx 50, che rappresenta le 50 maggiori Aziende europee per il mercato azionario:

  • Basso rischio, Schatz tedesco (equivalente BOT) = rendimento a 1 anno + 0,60%, a 2 anni + 1,05%, a 5 anni + 1,68%.
  • Medio rischio, Bund tedesco (equivalente BTP) = rendimento a 1 anno + 3,21%, a 2 anni + 4,75%, a 5 anni + 17,56%.
  • Alto rischio, Indice Eurostoxx 50 = rendimento a 1 anno + 0,06%, a 2 anni + 7,85%, a 5 anni + 43,81%.

Ma andiamo oltre e supponiamo che i nostri impavidi investitori, si siano spinti oltre oceano e abbiano fatto investimenti in titoli di stato americani e sulla borsa a stelle e strisce, eccovi i risultati:

  • Basso rischio, T-Bill USA (equivalente BOT) = rendimento a 1 anno – 0,12%, a 2 anni – 0,92%, a 5 anni – 1,52%.
  • Medio rischio, T-note USA (equivalente BTP) = rendimento a 1 anno – 1,55%, a 2 anni – 2,47%, a 5 anni – 5,01%.
  • Alto rischio, indice azionario S&P500 = rendimento a 1 anno + 9%, a 2 anni + 9,44%, a 5 anni + 77%.

Infine, eccovi la performance dell’indice azionario globale MSCI = a 1 anno + 5,60, a 2 anni + 2,65%, a 5 anni + 41,54%

Cosa significa tutto questo?

…semplicemente che quando si parla di Investimenti, occorre rispettare 3 semplici regole fondamentali:

  1. accettare il fatto che NON esistono investimenti sicuri e soprattutto redditizi in eterno, ma solo quelli che siamo in grado di comprendere e accettare, perdite comprese ovviamente.
  2. avere la Consapevolezza, di dove e su cosa, sono investiti i propri risparmi, senza farsi abbindolare dalle solite panzane “ma il Capitale è garantito alla scadenza e…tanto c’è la cedola”. Garantito da chi???…e spesso la cedola è un inutile pagliativo.
  3. avere la Coerenza di rispettare le congrue tempistiche, è fondamentale per poter esprimere un giudizio sui vari investimenti, dove quasi sempre il premio per il grado di rischio accettato viene ampiamente ripagato in termini di rendimento.

Ecco, se investendo i propri risparmi non si fa tesoro di questi aspetti, talvolta possono esserci delle grandi sorprese.

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Consulente e portafoglio finanziario: come scegliere

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Anthony Bertolotti

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Basta voltarsi indietro e guardare solo agli ultimi 12 mesi per comprendere che razza di tempi stiamo vivendo e che la gestione del portafoglio finanziario è diventata “roba da consulente professionista”.

Avvenimenti a livello mondiale impattano sul tuo portafoglio finanziario: il tuo consulente ti ha informato?

Più volte, nei post passati ho stilato la lista degli avvenimenti che si sono susseguiti e che hanno fortemente impattato sullo scenario geo-politico internazionale e, ovviamente anche sui mercati. Ora, nell’ultimo mese abbiamo avuto 3 avvenimenti: Brexit, Nizza e Turchia.

Il primo, la Brexit, è un evento di portata storica, con conseguenze inimmaginabili per la GB e per il resto del mondo, che scopriremo strada facendo. Nizza, preferisco non commentare, del resto è già stato detto tutto, forse troppo.

Turchia, in 9 mesi abbiamo visto di tutto, dall’abbattimento del Jet russo, sino ai 3 miliardi di € regalati dall’UE alla Turchia per “gestire” il flusso di migranti, sino al “Colpo di Stato” con conseguente ri-allacciamento rapporti diplomatici con la Russia e guarda caso a soli 3 mesi dalle elezioni USA…bisogna togliersi il cappello dinanzi a cotanta “intelligenza” politica.

Un mese fa…e ripeto, solo un mese fa, la Brexit avrebbe dovuto spazzar via il mondo intero, i mercati e i vostri risparmi…stando a quanto riportato pedissequamente dai mass media 24h24…e invece?

Il tuo consulente ti ha suggerito di modificare il tuo portafoglio finanziario in vista di questi eventi?

Ma fermiamoci un attimo e riavvolgiamo magicamente il “nastro del tempo”…tutto ebbe inizio giusto giusto un anno fa con il “crollo” della Cina, che trascinò nel baratro i mercati di tutto il mondo, con conseguente impatto “mortale” sui Paesi Emergenti…bene eccovi un paio grafici al riguardo.

china-gdp-michele-ubaldi-assicurazioniIl grafico a sinistra mostra l’andamento del PIL cinese, il quale è sì in rallentamento, con le stime per il 2016 fissate al +6,3%, quando invece è appena una settimana fa è stato confermato al +6,7%, quindi di cosa stiamo parlando?…di una Cina in recessione o di una Cina che fisiologicamente si stabilizza ad un tasso di crescita del tutto invidiabile?!?!…L’Europa con il QE della BCE a che ritmo di PIL cresce?

 

 

Questo invece è il grafico inerente ai bond dei Paesi Emergenti, che ad un anno segna +12% circa…ma non dovevano crollare?

em-grafico-michele-ubaldi-assicurazione

Quindi, un anno fa iniziava la fine del mondo, con la Cina in caduta libera, gli emergenti spazzati via di conseguenza, le locuste in arrivo e si salvi chi può!!!…vendere azioni, tutte e indistintamente…vendere bond emergenti…niente esposizioni in valuta…e tutti a comprare bond sicuri, meglio se Bund & Co…possibilmente senza rendimento o meglio ancora a tasso negativo, come dimostra l’incremento mostruoso avuto nell’ultimo anno:

zero-grafico-michele-ubaldi-assicuraizoniQuesto grafico mostra senza possibilità di errore in che guaio “ci stiamo” mettendo…perché quando questa bolla da 11 trilioni di dollari di bond con tassi negativi scoppierà, non oso immaginare le conseguenze che ne deriveranno; considerando che sto parlando “solo” dei bond a tasso negativo, perché se ci aggiungiamo quelli con un rendimento lordo inferiore al 1%, la cifra ammonta a 18 trilioni di $ attualmente…in numeri 18.000.000.000.000 .000.000 di $.

 

Quindi, dopo tutto quello che è successo negli ultimi 12 mesi, con potenzialità devastanti sugli equilibri economici e finanziari globali, qualcuno si sentirà leggermente preso in giro o no? E il tuo portafoglio finanziario, come ha reagito?

Mi riferisco a tutti quei risparmiatori/investitori che si sono comportati in modo perfettamente razionale, cioè  hanno fatto quello che erano soliti fare: vendere rischio, a prescindere,  per comprare “certezze”, sempre a prescindere = difficilmente hanno avuto rendimento, più probabilmente hanno perso soldi, chi più chi meno.

Perchè non tutto ciò che è rischioso è sceso, anzi, come sopra dimostrato è salito e anche bene, piuttosto che, diverse “certezze” hanno deluso, in quanto incapaci di creare rendimento, a causa dei tassi zero e negativi. Negli ultimi dodici mesi, sui mercati, quello che doveva salire, mercati azionari europei in primis, è sceso…mentre quello che doveva crollare non è crollato, Cina, Emergenti e valute emergenti. Persino chi avesse “azzardato” una banale diversificazione sul cross €/$, ad oggi avrebbe incassato un +5% in 12 mesi, cioè quasi 5 volte il rendimento attuale di un BTP.

Al di là di fisiologici momenti di elevata volatilità propri di ogni tipologia di investimento, quegli investitori che hanno saputo seminare per tempo, costruendo un portafoglio veramente diversificato per mercati, asset, valute e strategie di investimento, oggi possono  oggettivamente sentirsi molto meno preoccupati rispetto a quegli investitori che si sono comportati come “da manuale”…ovvero nel solito modo: vendo ciò che può scendere, ma che ha anche possibilità di aumentare valore, per comprare quello che credo possa darmi tranquillità & rendimento ma che di fatto, oggi non ha alcuna possibilità in tal senso.

Con questo non è mia intenzione sostenere che sia “facile” scegliere cosa mettere in portafoglio finanziario al giorno d’oggi, tutt’altro, è dannatamente difficile per un consulente professionista, figuriamoci per chi non lo è.

E qui torniamo sempre al punto di partenza: bisogna fidarsi e delegare la gestione dei propri risparmi ad un Professionista, l’era del fai-da-te, con i mercati che abbiamo oggi, presenta le stesse percentuali di successo che ognuno di noi ha di andare su Marte entro i prossimi 50 anni.

Occorre delegare ad un Professionista di fiducia, che si faccia carico delle vostre esigenze e chi prenda sulle proprie spalle le responsabilità delle scelte consigliate…e poi occorre avere la pazienza di lasciare “maturare” le scelte fatte, senza lasciarsi condizionare dal susseguirsi di ciò che accade ogni 5 minuti:

“…i mercati finanziari sono uno strumento per trasferire denaro dagli investitori impazienti ai pazienti” W.Buffet

Al di là di questa celebre frase, pronunciata da uno dei migliori investitori di tutti i tempi, Warren Buffet, la quale sintetizza perfettamente quanto vado a sostenere da sempre: stare calmi paga.

Chiaro che, se avete un portafoglio (ptf) investimenti costruito quasi esclusivamente con strumenti “tradizionali”, direzionali e privi di diversificazione valutaria, oggi non siete messi benissimo. Perchè se ciò su cui vado ad investire ha come unica condizione per generare rendimento, quella di aumentare il proprio valore grazie ad un mercato sottostante che sale, ad esempio listini azionari e/o tassi di interesse, bèh la vedo dura, molto dura.

Se invece, una cospicua parte del ptf è costruita con modalità non direzionali, con diversificazione valutaria e con approccio non convenzionale, ecco che, numeri alla mano, oggi questa tipologia di ptf soffre molto meno l’andamento dei mercati, anzi, da inizio anno non soffre proprio, incrementando il proprio valore = Rendimento.

Difficile da credere vero?…ci credo, perchè troppe persone sono ancora ancorate ai propri concetti di investimento:

VENDO RISCHIO—>COMPRO CERTEZZE= PERDO SOLDI.

Un ptf efficiente, dal mio punto di vista, deve avere un’esposizione azionaria, la quale oggi ovviamente è in sofferenza, tranne qualche rara eccezione; ma se nel momento in cui mi espongo al rischio azionario in maniera direzionale, vado anche ad affiancare a questa esposizione una diversificazione, sia per asset, sia valutaria e a tutto questo aggiungo anche qualche copertura strategica dove il rischio è maggiore, ecco che il calo dovuto alla discesa dei vari listini azionari viene in parte o in toto compensato dalla strategia applicata al ptf.

Ovviamente questo approccio va imbastito preventivamente e non a discesa avvenuta. Il consulente dovrebbe saperlo

La situazione internazionale è quantomeno incerta, quella italiana è sotto gli occhi di tutti, con le azioni delle banche che hanno visto calare il proprio valore in media del 60-70% nell’ultimo anno; ciò significa che per tornare al valore di pareggio, le quotazioni di queste azioni devono raddoppiare, triplicare o quadruplicare a seconda dei casi!!!

Le motivazioni sono quelle che tutti conoscete, cioè l’enorme massa di sofferenze presenti nei bilanci delleBanche, che non riescono a trovare un prezzo e che impongono a diverse banche di procedere con l’ennesimo aumento di capitale, chiedendo soldi al mercato che, non ha proprio voglia di concedere ulteriore fiducia & denaro alle banche…fiducia & denaro che vedrete arriverà ancora una volta grazie all’intervento pubblico, cioè con il denaro di tutti noi contribuenti, piaccia o non piaccia…e a me disgusta questa decisione.

Quanto alle conseguenze, bèh c’è poco da dire e molto da constatare: le banche stanno affossando il Paese e con esso anche il valore dei risparmi di molti loro clienti, che avevano investito sulle azioni delle banche con fiducia incondizionata.

Mai come oggi è chiaro che, con questo andazzo del mondo, o si cambia mentalità o si muore…e non perchè ci sono i leoni.

 

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