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Cristian Bertolani atleta e trainer mountain bike

Con l’arrivo della primavera aumenta il numero di persone che iniziano un’attività sportiva all’aperto: dalle semplici passeggiate a piedi o in bicicletta, al nordic walking, bici da strada e mountain bike. Complice la bella stagione e il desiderio di rimettersi in forma, a volte ci si improvvisa atleti con il rischio poi di incorrere in infortuni, anche praticando uno sport semplice come quello della bicicletta.

Abbiamo chiesto ad un esperto del settore, Cristian Bertolani, ciclista, triathleta e trainer, alcuni consigli e trucchi per salire in sella in tutta sicurezza.

Meglio Mountain Bike o Bici da Corsa?

Se mi trovassi davanti un cliente che per la prima volta si affaccia al mondo bici, per nulla o moderatamente allenato e il cui unico desiderio è iniziare a fare attività fisica all’aperto, allora non avrei dubbi: Mountain Bike. La bici da strada è meravigliosa, ma purtroppo le nostre strade non offrono quella sicurezza che è necessaria ai principianti. Da principiante, non posso pensare di uscire a fare un giro in bici e prestare attenzione ad un asfalto rovinato, alle automobili, alle moto, agli altri ciclisti e allo stesso tempo pedalare e utilizzare i rapporti giusti: rientrerei frustrato e nervoso e il divertimento sarebbe nullo. La Mountain Bike ti permette di uscire dalle strade frequentate e godere di più dell’attività che stai praticando.

Ma se io volessi perdere peso non sarebbe più efficace la corsa?

Si e no. Mi spiego meglio. La corsa è una ottima attività – io stesso includo sempre un po’ di corsa nei miei allenamenti e in quelli dei miei allievi. Di certo, a parità di tempo, si spendono più calorie correndo che in bicicletta. Ma ci sono calorie e calorie: per smaltire massa grassa occorre fare uno sforzo non troppo elevato – da misurare in base alle pulsazioni – e per un tempo superiore ai 20 minuti per iniziare a bruciare grassi. Se si è sovrappeso o non si è più giovanissimi, una corsa di questo tipo può creare problemi alle articolazioni e alla schiena. Inoltre la bicicletta, se praticata secondo certe regole e su un mezzo dalle misure giuste, allena anche i muscoli della parte superiore del corpo. E aggiungo anche che non è vero che fa ingrossare i polpacci, anzi, se praticata bene rende le gambe toniche e affusolate, è quindi consigliata anche alle donne.

Mi hai convinto. Acquisto una Mountain Bike e cosa altro? Quali sono gli accessori indispensabili per questo sport?

Primo ed indispensabile: il casco, che deve essere della misura giusta ed omologato. Poi: occhiali con lente chiara, scarpe chiuse anche d’estate, guanti e un pantaloncino con fondello di qualità da indossare rigorosamente senza indumenti intimi – sembra una banalità ma è un dettaglio che se trascurato può creare lesioni particolarmente spiacevoli.

Bene. Ora ho tutto l’indispensabile. Da cosa inizio? Giro in collina?

Il mio consiglio è di iniziare gradualmente – ma non troppo. Una uscita di minimo un’ora ogni due giorni, inizialmente in pianura per apprendere velocemente come utilizzare i cambi e gestire le asperità del terreno. Dopo il primo mese si può iniziare ad includere pendenze dolci, magari aumentando la durata delle uscite. Ci sono tecniche particolari nella Mountain Bike – come nella bici da strada- che permettono di gestire al meglio i momenti critici legati al terreno o ad imprevisti. Sono tecniche che si possono apprendere con l’esperienza, ma è sempre preferibile programmare un paio di uscite con utenti esperti in grado di insegnare sul campo come ci si comporta in caso di difficoltà.

Mi sembra di capire quindi che a volte si cade anche in Mountain Bike

Certamente. E la cosa paradossale è che meno si è concentrati, più è probabile che la caduta possa essere particolarmente dolorosa. Sono moltissimi i ciclisti che si sono rotti la clavicola cadendo da fermi, in un momento in cui l’attenzione non era rivolta alla bicicletta ma a qualcos’altro. L’infortunio tipico del ciclista è l’abrasione, che nel caso del ciclismo su strada è peggiorata anche dalla ustione causata dall’impatto con l’asfalto.

Con più di un milione di praticanti, la bicicletta è il terzo sport per diffusione in Italia – dopo il nuoto e il calcio. Uno sport per tutti e che deve essere praticato in tutta sicurezza  per potere dire: “Oggi mi sono proprio divertito”.

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