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Anthony Bertolotti

Anthony Bertolotti

Consulente Certificato e iscritto all’Albo Nazionale dei Consulenti Finanziari

Da 18 anni mi occupo di consulenza finanziaria, con esperienza maturata presso diversi Istituti di Credito, poi nel 2014, la scelta di lavorare come libero Professionista per una importante società finanziaria

Finalmente si è chiuso il 2016. Non so per voi, ma per me è stato decisamente un anno difficile, complicato…in una parola: pesante.

Quindi tempo di bilanci no?

…del resto siamo in Italia e uno degli sport nazionali per antonomasia è fare il bilancio di come si chiude l’anno, soprattutto se parliamo di soldi, dei nostri risparmi…si proprio di quei soldi e risparmi che affannosamente riusciamo a mettere da parte, nonostante la crisi e il pessimismo cosmico che ci gira intorno.

Perchè sostengo questo?

…perchè stando ai dati di Banca d’Italia, gli italiani risparmiano sempre di più, e quindi il valore dei loro depositi bancari è notevolmente aumentato negli ultimi anni, alla faccia della crisi.

Quindi siamo molto bravi a risparmiare?

…sì, siamo delle brave formichine, intese nel senso etimologico della parola “risparmio”, cioè accantonamento e depositiamo, cioè senza spendere, ma poi…una volta che abbiamo versato i nostri risparmi sul conto corrente, che tipi di investitori siamo?

Come investono i risparmi gli Italiani?

In quasi 20 anni che mi occupo di gestione dei risparmi, mi sono sempre sentito dire le stesse cose dai risparmiatori:

“…ah, io voglio fare solo investimenti brevi, massimo 1 anno o 2…perchè non si sa mai che questi soldi mi servano”…e sistematicamente, questi soldi, non sono quasi mai stati utilizzati per le supposte spese impreviste…e quando invece queste si sono manifestate, i risparmi accantonati nel tempo, anno dopo anno, erano di gran lunga superiori all’esigenza di spesa da sostenere; con il risultato che buona parte dei risparmiatori italiani, ha sistematicamente rinnovato di anno in anno i medesimi investimenti in titoli di stato e obbligazioni, escludendo a priori l’investimento sul mercato azionario, vuoi per ignoranza in materia, quanto per infondati timori e supposte certezze di perde i propri risparmi.

se investendo i propri risparmi non si fa tesoro di questi aspetti, talvolta possono esserci delle grandi sorprese

Quindi che investitori siamo noi italiani?

Ecco a voi la risposta, tenendo in considerazione la variabile fondamentale, cioè il Tempo dedicato all’investimento prescelto.

Supponiamo che:

  • il Sig. Rossi investa i propri risparmi il primo di gennaio e faccia i conti alla fine di ogni anno
  • il Sig. Bianchi si dia 2 anni di tempo per fare un bilancio degli investimenti
  • la Sig.ra Verdi invece, che è dotata di maggiore pazienza, attenda 5 anni prima di tirare le somme sul rendimento dei propri risparmi

Quindi vediamo come sono andati negli anni i vari investimenti, declinati per grado di rischio, dove chi investe ad 1 anno, si presuppone che alla scadenza, se non sorgono esigenze di spesa, rinnoverà l’investimento fatto, mentre gli altri investitori, rispettivamente per 2 e 5 anni, rimarranno investiti sui propri investimenti, ricevendo un rendimento cumulato per la durata di investimento prescelta, come coerenza vorrebbe:

RENDIMENTI INVESTIMENTI CON DURATA DI 1 ANNO, 2 ANNI e 5 ANNI, rispettivamente investiti su titoli di Stato Italiani e Borsa Italiana:

  • Basso rischio, BOT = rendimento a 1 anno -0,141%, a 2 anni -0,025%, a 5 anni +2,90%, eccovi il link Banca d’Italia sui rendimenti BOT.
  • Medio rischio, BTP= rendimento a 1 anno – 3,00%, a 2 anni + 0,31%, a 5 anni + 17,21% 
  • Alto rischio, borsa italiana= rendimento a 1 anno -10%, a 2 anni + 7%, a 5 anni + 30%.

Ora, vediamo cosa sarebbe successo se invece di investire sui mercati italiani, i Sigg. Rossi, Bianchi e Verdi, avessero investito nella più sicura e integerrima Germania, per quanto riguarda i titoli di stato e sull’indice Eurostoxx 50, che rappresenta le 50 maggiori Aziende europee per il mercato azionario:

  • Basso rischio, Schatz tedesco (equivalente BOT) = rendimento a 1 anno + 0,60%, a 2 anni + 1,05%, a 5 anni + 1,68%.
  • Medio rischio, Bund tedesco (equivalente BTP) = rendimento a 1 anno + 3,21%, a 2 anni + 4,75%, a 5 anni + 17,56%.
  • Alto rischio, Indice Eurostoxx 50 = rendimento a 1 anno + 0,06%, a 2 anni + 7,85%, a 5 anni + 43,81%.

Ma andiamo oltre e supponiamo che i nostri impavidi investitori, si siano spinti oltre oceano e abbiano fatto investimenti in titoli di stato americani e sulla borsa a stelle e strisce, eccovi i risultati:

  • Basso rischio, T-Bill USA (equivalente BOT) = rendimento a 1 anno – 0,12%, a 2 anni – 0,92%, a 5 anni – 1,52%.
  • Medio rischio, T-note USA (equivalente BTP) = rendimento a 1 anno – 1,55%, a 2 anni – 2,47%, a 5 anni – 5,01%.
  • Alto rischio, indice azionario S&P500 = rendimento a 1 anno + 9%, a 2 anni + 9,44%, a 5 anni + 77%.

Infine, eccovi la performance dell’indice azionario globale MSCI = a 1 anno + 5,60, a 2 anni + 2,65%, a 5 anni + 41,54%

Cosa significa tutto questo?

…semplicemente che quando si parla di Investimenti, occorre rispettare 3 semplici regole fondamentali:

  1. accettare il fatto che NON esistono investimenti sicuri e soprattutto redditizi in eterno, ma solo quelli che siamo in grado di comprendere e accettare, perdite comprese ovviamente.
  2. avere la Consapevolezza, di dove e su cosa, sono investiti i propri risparmi, senza farsi abbindolare dalle solite panzane “ma il Capitale è garantito alla scadenza e…tanto c’è la cedola”. Garantito da chi???…e spesso la cedola è un inutile pagliativo.
  3. avere la Coerenza di rispettare le congrue tempistiche, è fondamentale per poter esprimere un giudizio sui vari investimenti, dove quasi sempre il premio per il grado di rischio accettato viene ampiamente ripagato in termini di rendimento.

Ecco, se investendo i propri risparmi non si fa tesoro di questi aspetti, talvolta possono esserci delle grandi sorprese.

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